L'Esodo Giuliano-Dalmata e la strage delle Foibe: un Capitolo della Storia Italiana ignorato

 L'Esodo Giuliano-Dalmata e la strage delle Foibe:

Un Capitolo della Storia Italiana ignorato


Nel 1943 ebbe inizio uno degli eventi più nefasti della storia Italiana: L'Esodo Giuliano-Dalmata.
In quell'anno molti Italiani emigrarono dai territori dell'Istria e della Dalmazia a causa del clima di terrore legato all'avanzamento delle truppe Jugoslave.

Il vero e proprio Esodo, però, inizia nel '45, dopo la fine della guerra, quando era ormai certa l'annessione di quei territori alla Jugoslavia; il Regime Comunista di Tito costrinse tutti gli Italiani a lasciare quei territori, riservando pene molto cruente per gli oppositori politici, veri o presunti. 

Il 1° Maggio del 1945 le truppe Jugoslave invadono la città di Trieste per 43 giorni, in quella che fu definita "la Corsa per Trieste". In questo lasso di tempo la città venne assoggettata alla dittatura titina, avvolta in un clima di terrore  e paura; in questo periodo di occupazione moltissimi Italiani vennero arrestati e deportati nelle foibe.

Il periodo più buio però arriva nel 1947, con il Trattato di Parigi, il quale prevedeva la definitiva annessione alla Jugoslavia. Durante questi anni di terrore, molte volte vennero chieste notizie degli scomparsi, ma il Regime rispondeva che si trattava di criminali di guerra morti al fianco dei Tedeschi, uno dei casi più famosi è quello della famiglia del Farmacista Pietro Ticina, gettati in mare con una pietra legata al collo. 

La vera domanda è "Che colpa aveva questa gente?"; Ebbene se per gli Jugoslavi si trattava di Fascisti,  in realtà la loro unica colpa era Essere Italiani.
Tale strage che ha provocato complessivamente più di 10.000 vittime è da considerarsi un vero e proprio genocidio ai danni del Popolo Italiano. 

Questo odio Titino indiscriminato verso gli Italiani non trovò nessuna valida opposizione di buona parte della politica in Italia, che forse relegò tutto a una meritata rivalsa titina sul fascismo appena decaduto.

Questa tesi cade nel momento in cui tra le vittime si registrano persone semplici, donne, bambini, contadini, artigiani, che col fascismo non centravano proprio nulla; la loro condanna era basata su un solo requisito: ESSERE ITALIANI.

Ancora oggi, sia nella società civile che nei libri di storia, si tende a ignorare, questa parentesi storica tanto importante quanto inquietante. Tale superficialità ha portato alla situazione odierna, ovvero alla totale ignoranza dell'accaduto da parte di moltissimi italiani o, addirittura, alla negazione totale dell'accaduto da parte dei cosiddetti negazionisti. 

Un  primo passo si è fatto solo 22 anni fa, nel 2004, con la L. n. 92/2004, che istituì il 10 Febbraio giorno del ricordo per rendere omaggio alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Questo però solo in Italia; in territorio Jugoslavo, infatti, tale tragedia è considerata ancora oggi come se non fosse mai accaduta, come un qualcosa di cui è meglio non parlare. 

Concludo con l'auspicio che questo articolo possa contribuire a portare a conoscenza di tutti gli italiani di questa immane tragedia, perchè è parte della nostra storia, della nostra Identità.

Ricordare le Foibe non vuol dire solo conoscere la storia, vuol dire rendere Onore a tutte quelle Vittime che sono rimaste troppo a lungo nel dimenticatoio. 


ETERNA MEMORIA!


Alessandro G. De Paola





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